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RENATO ROSSI · Edizione integrale

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Un incontro inaspettato durante il viaggio

Nella vita accadono eventi che nessuno può prevedere. Forse è proprio per questo che alcuni di essi rimangono per sempre con noi. Uno di quei ricordi mi riporta al dicembre del 1994. Insieme a Marco e a mio fratello Carmine ero partito per l’Italia. Avevamo un appuntamento importante con la direzione di INCONTRO, una fabbrica di ceramiche nei dintorni di Castel del Monte. Per noi c’era molto in gioco.

Dopo mesi di conversazioni e consultazioni, avevamo finalmente l’opportunità di presentare i nostri progetti per il Benelux. Non parlavamo soltanto di piastrelle di ceramica. Parlavamo del futuro. Di nuovi modi di presentare le collezioni. Di marketing. Di comunicazione digitale. Di una collaborazione che sarebbe andata ben oltre il tradizionale rapporto tra una fabbrica e il suo rappresentante. La riunione andò persino meglio di quanto avessimo osato sperare. Alla fine dei colloqui ottenemmo la fiducia per la quale avevamo lavorato tanto a lungo.

Fummo nominati rappresentanti di INCONTRO per il Benelux. Lasciammo la fabbrica con il cuore colmo di gratitudine. Non soltanto perché avevamo raggiunto un accordo. Ma soprattutto perché, ancora una volta, qualcuno credeva in noi. Come accadeva spesso in Italia, concludemmo quella giornata speciale con un pasto ai piedi dell’imponente Castel del Monte. Continuammo a parlare di tutto ciò che speravamo di realizzare. La mente di Marco era piena di idee. Io ascoltavo.

E ogni tanto sorridevo. Riconoscevo in lui lo stesso entusiasmo che aveva spinto me quando avevo mosso i primi passi da imprenditore. Dopo il pasto cominciammo il lungo viaggio di ritorno verso il Belgio. Nessuno di noi poteva immaginare che quel giorno avesse ancora in serbo un’ultima sorpresa. Durante una sosta in un’area di servizio lungo l’autostrada, notammo che poco distante si era radunato un gruppo di persone insolitamente numeroso. Come tante altre volte, la curiosità ebbe la meglio su di noi.

Ci avvicinammo per vedere che cosa stesse accadendo. In mezzo alla gente c’era una giovane donna che attirava immediatamente tutta l’attenzione. Non soltanto per la sua bellezza. Ma soprattutto perché molti viaggiatori sembravano riconoscerla. Era Jennie Garth, conosciuta in tutto il mondo come Kelly Taylor della popolare serie televisiva Beverly Hills, 90210. All’inizio io non la riconobbi. Marco sì. Poiché parlava bene l’inglese, cominciò a conversare con lei e con le persone che l’accompagnavano.

Cominciò come un breve scambio tra persone che, per caso, si trovavano nello stesso luogo durante un viaggio. Qualche domanda. Alcuni sorrisi. Uno scambio di recapiti. Nulla lasciava immaginare che quel breve incontro sarebbe rimasto con noi anche in seguito. Una volta tornati in Belgio, riprendemmo il nostro lavoro abituale. Ma alcune settimane dopo cominciò inaspettatamente ad arrivare del materiale. Messaggi via fax. Materiale promozionale. Fotografie. Messaggi dagli Stati Uniti. Tutto era legato a quell’incontro inaspettato nell’area di servizio.

Soprattutto a Marco, tutto questo diede nuova energia e motivazione. Il mondo sembrò improvvisamente più piccolo. E le possibilità molto più grandi. Ci aprì gli occhi. Non perché avessimo incontrato un’attrice famosa. Ma perché comprendemmo ancora una volta quanto rapidamente stesse cambiando la comunicazione internazionale. All’improvviso vedemmo nuove possibilità. Non per il mondo della televisione o dello spettacolo. Ma per la nostra impresa.

Se le informazioni potevano attraversare tanto rapidamente l’Oceano Atlantico, perché le collezioni di ceramica non avrebbero potuto essere presentate a livello internazionale in modo analogo? Quel breve incontro mise nuovamente in moto un flusso di idee. Continuammo a investire nei computer. Nei sistemi fax. Nei telefoni cellulari. E soprattutto in nuovi modi per mettere in contatto fabbriche e clienti più rapidamente che mai. A prima vista, tutto questo potrebbe sembrare soltanto un bell’aneddoto.

Per me ha sempre significato molto di più. Confermò ancora una volta qualcosa in cui ho creduto per tutta la vita. A volte una vita non viene cambiata da grandi progetti. A volte tutto comincia da un incontro inaspettato.

Da una conversazione che dura soltanto pochi minuti. Da qualcuno che incrocia il tuo cammino nel luogo più imprevedibile. Non so se Jennie oggi ricordi ancora quel breve incontro. Probabilmente no.

Ma, senza rendersene conto, diventò per noi una piccola parte di una storia molto più grande. Non perché fosse famosa. Ma perché quell’incontro ci mostrò ancora una volta quanto rapidamente il mondo stesse cambiando. E che chi guarda al futuro con curiosità a volte scorge possibilità là dove altri vedono soltanto coincidenze. Quando oggi ripenso a quel giorno, sorrido ancora. Non per la celebrità che incontrammo. Ma per la bellezza di quei momenti inaspettati che la vita a volte ci dona.

Alcuni incontri durano soltanto pochi minuti. Eppure, anche dopo decenni, possono ancora far comparire un sorriso sul nostro volto.