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RENATO ROSSI · Edizione integrale

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Una porta che si aprì quando meno me l’aspettavo

Mentre DOROMA trovava lentamente i suoi primi clienti, quasi nello stesso momento si era aperta una seconda porta nella mia vita. Una porta che non conduceva al caffè o alle macchine per espresso. Ma alle piastrelle in ceramica e al design italiano. Dopo aver trascorso molti anni nel mondo del caffè, ero convinto che il mio futuro sarebbe rimasto per sempre legato a quel settore. Conoscevo i prodotti. Conoscevo le tecniche. Conoscevo i clienti.

Era un mondo nel quale mi sentivo completamente a casa. Eppure, senza che allora potessi immaginarlo, intrapresi una strada del tutto diversa. Come spesso accadde nella mia vita, non cominciò con un grande progetto. Cominciò con una conversazione in famiglia. Mio cugino Leonardo visse per qualche tempo con noi. Era un piastrellista esperto e conosceva il mestiere in ogni dettaglio. Tutta la famiglia, compresi i miei fratelli e me stesso, lo aiutò ad avviare la propria attività a Liegi.

All’inizio lavorava come piastrellista. Sapeva come posare le piastrelle. Conosceva i materiali. E comprendeva ciò che i clienti si aspettavano da un professionista. Ma Leonardo aveva spirito imprenditoriale. Non voleva soltanto posare piastrelle. Cominciò a guardare oltre, stabilì contatti con produttori italiani di piastrelle e infine divenne importatore di piastrelle ceramiche italiane. Per me, allora, quel mondo era ancora quasi del tutto sconosciuto. Avevo maturato la mia esperienza nel caffè. Nelle macchine.

Nella vendita. Di piastrelle ceramiche sapevo ancora ben poco. Leonardo mi parlava sempre di più delle sue attività e dei prodotti italiani esclusivi che importava. La sua azienda si trovava a Liegi e si rivolgeva principalmente a un pubblico francofono. Ma vedeva delle opportunità anche nel Limburgo e nel resto delle Fiandre. Un giorno mi chiese: «Perché non apri nel Limburgo un negozio in cui offrire al pubblico fiammingo i miei prodotti esclusivi?» Quella domanda continuò a girarmi nella testa. Non conoscevo ancora abbastanza il mondo delle piastrelle. Ma conoscevo le Fiandre. Parlavo olandese. Conoscevo la mentalità delle persone. E avevo esperienza nella vendita e nel contatto con i clienti. Forse potevo utilizzare anche in questo nuovo settore ciò che avevo imparato nel mondo del caffè. Il prodotto era completamente diverso. Ma il desiderio dei clienti di ricevere qualità e una buona assistenza rimaneva lo stesso.

A poco a poco l’idea cominciò a prendere forma. Nel 1977 nacque ITALIA IN. Sotto il nome ITALIA IN compariva anche la parola: BELGIUM. Quell’aggiunta era stata scelta deliberatamente. L’obiettivo della mia impresa era più ampio della semplice vendita di piastrelle ceramiche. ITALIA IN – BELGIUM doveva esprimere ciò che volevo realizzare: portare il design italiano in Belgio. Le piastrelle ceramiche costituivano una parte importante dell’offerta. Ma non volevo limitarmi a esse.

Proponevo anche mobili moderni di design italiano per il bagno. Prodotti nei quali design, praticità e artigianato italiano si univano. ITALIA IN divenne così un’impresa attraverso la quale volevo presentare al pubblico fiammingo diversi prodotti del design italiano. Prodotti che all’epoca non si trovavano ancora ovunque in Belgio. Con ciò mossi i miei primi veri passi nel mondo della ceramica e del design d’interni. Nel frattempo DOROMA continuava a esistere. Per alcuni anni affiancai le due attività.

Caffè e design italiano. Due mondi di prodotti completamente diversi. Due tipi diversi di clienti. E, per me, due modi di ricostruire un reddito per la mia famiglia dopo l’incertezza causata dalla FAEMA. La collaborazione con Leonardo non durò a lungo. Ci rendemmo conto che le nostre idee sul futuro sviluppo dell’impresa non coincidevano del tutto. La forza di Leonardo risiedeva nella sua esperienza di artigiano e nei prodotti e metodi di lavoro che conosceva bene.

Io guardavo sempre di più ai nuovi sviluppi. Vedevo cambiare i gusti. Notavo che i clienti cominciavano a interessarsi a nuovi colori, design moderni e modi diversi di arredare la propria casa. Volevo seguire quei cambiamenti. Anzi: volevo cercare di anticiparli. Ciò non significava che una visione fosse migliore dell’altra. Guardavamo semplicemente al futuro in modo diverso.

Continuai a nutrire un grande rispetto per l’esperienza di Leonardo. Grazie a lui avevo trovato la porta verso questo nuovo mondo.

Ma compresi che dovevo scegliere la mia direzione. Perciò, dal 1978, continuai a sviluppare ITALIA IN in modo completamente autonomo e indipendente da Leonardo. Cominciai a stabilire contatti con altri importatori e grossisti belgi. In questo modo ebbi accesso a un assortimento più ampio e potei offrire ai miei clienti una scelta maggiore. Allo stesso tempo cominciai, con cautela, a importare personalmente prodotti direttamente dall’Italia. All’inizio avveniva ancora su piccola scala.

Cercavo soprattutto piastrelle ceramiche esclusive e mobili moderni per il bagno che non fossero disponibili ovunque. Non volevo creare un negozio che offrisse le stesse cose di tutti gli altri. Volevo mostrare prodotti capaci di sorprendere le persone. Prodotti con un carattere proprio. Prodotti nei quali fosse visibile il senso italiano della bellezza, del design e dell’artigianato. Lavorare in modo indipendente significava libertà. Ma quella libertà comportava anche responsabilità. Da quel momento dovevo cercare personalmente i fornitori.

Negoziare personalmente. Decidere personalmente quali collezioni proporre. E assumermi personalmente il rischio se una scelta si fosse rivelata sbagliata. Eppure quella libertà si addiceva a me. Volevo poter reagire rapidamente ai nuovi sviluppi. Volevo prendere personalmente le decisioni. E volevo seguire le mie idee. Ma prima di poterlo fare in modo credibile, dovevo imparare. Imparare moltissimo. Volevo comprendere come venivano fabbricate le piastrelle. Quali materie prime venivano utilizzate. Qual era la differenza tra le diverse qualità.

Perché alcune piastrelle fossero più resistenti di altre. Quanto fosse importante una buona posa. E come colori, formati e superfici potessero cambiare l’atmosfera di una casa. Ascoltavo Leonardo e altri professionisti esperti. Studiavo i prodotti. Parlavo con i fornitori. Osservavo ciò che piaceva ai clienti e cercavo di comprendere perché facessero determinate scelte. Ogni incontro mi insegnava qualcosa di nuovo. All’inizio vedevo una piastrella soprattutto come un prodotto da vendere e da posare.

Ma gradualmente cominciai a guardarla in modo diverso. Una piastrella ceramica è molto più di un semplice materiale da costruzione. Spesso diventa parte di una casa per decenni. Le persone vi camminano sopra ogni giorno. I bambini vi crescono sopra. Vi si vive. Vi si gioca. Vi si ride. E a volte vi si piange. Una piastrella contribuisce a definire l’atmosfera di una casa. Per questo, per molte persone, la sua scelta era molto più importante di quanto avessi inizialmente compreso.

Scoprii un mondo nel quale qualità, artigianato e bellezza si incontravano. Valori nei quali mi riconoscevo pienamente. Più imparavo, più cresceva il mio interesse. Cominciai a prestare attenzione al design delle collezioni. Al modo in cui venivano presentati le piastrelle e i mobili da bagno. Alle combinazioni di colori, formati e materiali. E alla domanda di come aiutare un cliente a immaginare l’aspetto finale di un prodotto nella propria casa. Fu proprio allora che la mia curiosità ricominciò a lavorare.

Lo stesso desiderio che in passato mi aveva spinto a cercare soluzioni migliori nel mondo del caffè si rivolgeva ora alla ceramica e al design d’interni. Era cambiato soltanto il prodotto. Il mio bisogno di scoprire e di migliorare era rimasto lo stesso. Forse per questo mi sentii così rapidamente a mio agio in un mondo che inizialmente mi era completamente sconosciuto. Non cominciai come esperto. Cominciai come allievo. Non me ne sono mai vergognato.

Al contrario. Chi pensa di sapere già tutto smette di imparare. Chi osa ammettere che c’è ancora molto da scoprire può continuare a crescere. Quando nel 1977 fondai ITALIA IN – BELGIUM e dal 1978 cominciai a seguire in modo indipendente la mia strada, non avrei mai potuto immaginare quanto profondamente questo nuovo mondo avrebbe influenzato il resto della mia vita. Non sapevo che più tardi avrei visitato innumerevoli fabbriche italiane. Che avrei incontrato architetti, distributori, importatori e imprenditori di tutta Europa.

Che avrei ideato nuovi modi di presentare piastrelle ceramiche e altri prodotti di design. Che mio figlio Marco sarebbe infine entrato a far parte di questa storia. O che insieme avremmo sognato progetti molto più grandi di tutto ciò che allora riuscivo a immaginare. Tutto questo apparteneva ancora al futuro. In quel momento mi trovavo semplicemente davanti a una nuova porta. Leonardo mi aveva mostrato dove si trovava quella porta. Per questo gli sarò sempre grato.

Ma dopo avermi aiutato a trovare quella porta, dovevo decidere personalmente quale strada seguire dall’altra parte. Come avevo già fatto tante volte nella mia vita, scelsi la mia direzione. Non perché sapessi esattamente dove mi avrebbe condotto. Ma perché la mia curiosità era più grande della mia paura. Dietro quella porta non trovai soltanto nuovi prodotti da vendere. Fu lì che mossi i primi passi in un mondo del design italiano che in seguito avrebbe determinato gran parte della mia vita.