Rimanere onesti quando diventa difficile
Esiste una grande differenza tra possedere un’impresa e sentirsi responsabili di ogni persona che ne fa parte. Ho sentito quella differenza per tutta la vita. Per me un’impresa non è mai stata semplicemente un insieme di computer, contratti o spazi per uffici. Un’impresa era costituita innanzitutto da persone. Ogni collaboratore aveva una famiglia. Ogni fornitore aveva i propri obblighi. Ogni cliente si fidava della nostra parola. Portavo con me ogni giorno quella consapevolezza.
Non come un peso del quale mi lamentavo. Ma come una responsabilità che avevo scelto personalmente. La responsabilità, tuttavia, significa molto più che assicurarsi che stipendi e fatture vengano pagati. Determina anche il modo in cui tratti le persone quando le circostanze diventano difficili. Quando tutto procede bene, è facile essere onesti. Allora puoi mantenere le promesse senza grandi difficoltà. Allora il futuro sembra chiaro. La vera prova comincia quando la certezza scompare.
Quando non sai più che cosa porterà il domani. E quando ogni decisione può avere conseguenze sulle persone che hanno riposto in te la propria fiducia. Forse era anche per questo che spesso prendevo le decisioni importanti con maggiore prudenza rispetto ad altri. Non pensavo soltanto a oggi. Pensavo a domani. E persino a dopodomani. Quando volevamo investire nuovamente, non mi domandavo soltanto che cosa avrebbe potuto renderci. Pensavo anche a ciò che sarebbe potuto accadere se fosse andato storto.
Non soltanto a me. Ma a tutte le persone che contavano su di noi. Marco portava dentro di sé lo stesso senso di responsabilità. Ne parlava raramente. Ma io lo vedevo. Nei suoi occhi. Nel modo in cui continuava a lavorare fino a tarda sera. Nelle pile di fascicoli che portava a casa. Nelle telefonate che continuavano a lungo dopo la cena. Chi lo conosceva soltanto superficialmente vedeva un giovane imprenditore pieno di energia.
Un uomo con delle idee. Con entusiasmo. Con una fede quasi inesauribile nel futuro. Chi lo conosceva davvero comprendeva quanta pressione imponesse a sé stesso. Non voleva deludere nessuno. Non i nostri collaboratori. Non i nostri partner. E soprattutto non me. Ma io non gliel’ho mai chiesto. Anzi. Gli ricordavo spesso che nessuna impresa è più importante di un essere umano. Il denaro si può guadagnare di nuovo. Un progetto si può ricostruire.
Ma la salute, la pace interiore e la famiglia sono insostituibili. La cosa triste è che spesso diamo consigli simili agli altri più facilmente di quanto riusciamo a seguirli noi stessi. Perché nemmeno io riuscivo sempre a vivere secondo le mie stesse parole. Quando le preoccupazioni diventavano più pesanti, cercavo di portarle da solo. Volevo proteggere la mia famiglia. Volevo proteggere Marco. Volevo continuare a dare coraggio alle persone intorno a me.
Per questo a volte continuavo ad avanzare proprio quando avrei fatto meglio a fermarmi per un momento. Soltanto molto più tardi compresi che nessuno deve essere sempre forte per tutti. Anche chi è alla guida di un’impresa ha il diritto di dubitare. Di essere stanco. Di dire che non sa qualcosa. Di chiedere aiuto. Non è un segno di debolezza. Significa semplicemente che è un essere umano. Credo che la mia generazione abbia trovato particolarmente difficile accettarlo.
Eravamo cresciuti con la convinzione che dovessimo sempre andare avanti. Qualunque fosse il prezzo. Arrendersi non era una possibilità. Tristezza e preoccupazioni si tenevano per sé. Se ne parlava il meno possibile. Forse quell’atteggiamento ci aiutò a sopravvivere ad alcuni periodi estremamente difficili. Ma ebbe anche un prezzo. Un prezzo che spesso rimaneva invisibile. Perché le preoccupazioni non si possono misurare. Non compaiono in un bilancio. Non appaiono in una relazione finanziaria.
Non le senti durante una riunione d’affari. Eppure sono realmente presenti. Viaggiano con te verso casa. Siedono accanto a te in automobile. E spesso si svegliano proprio quando il resto del mondo dorme. Non voglio che chi legge queste pagine provi compassione per me. Non è mai stata questa la mia intenzione. Voglio soltanto mostrare che dietro ogni imprenditore si nasconde anche un essere umano. Un padre. Un marito. Un amico.
Qualcuno che a volte dubita e che, nonostante tutto, ogni mattina si rialza. Non perché sappia con certezza che tutto andrà bene. Ma perché sa che altre persone contano su di lui. Quando oggi ripenso al mio cammino, non sono maggiormente orgoglioso delle imprese che abbiamo costruito. E nemmeno dei progetti che abbiamo realizzato. Sono orgoglioso di qualcosa che per me è molto più importante. Che, nonostante tutta la pressione, abbiamo cercato di rimanere persone oneste.
Che non abbiamo mai ingannato consapevolmente qualcuno. Che abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità per mantenere la parola data. E che, quando qualcosa si rivelava ormai impossibile, continuavamo comunque a cercare una soluzione che arrecasse agli altri il minor danno possibile. Forse sembra del tutto normale. Per me non lo è. Perché essere onesti quando tutto procede bene richiede poco coraggio. Rimanere onesti quando le difficoltà si accumulano... questa è la vera prova di una persona.
Onestà non significa dover promettere l’impossibile. Significa avere il coraggio di dire chiaramente ciò che puoi e non puoi fare. Assumerti la responsabilità delle tue decisioni. E continuare a trattare l’altro con rispetto anche nelle circostanze difficili. Se potessi lasciare ai miei figli e ai miei nipoti un solo messaggio, sarebbe questo: Lavorate con passione. Abbiate il coraggio di sognare in grande. Abbiate il coraggio di costruire qualcosa. Assumetevi la responsabilità delle persone che si fidano di voi.
Ma non perdete mai la vostra umanità. E, nel farlo, non dimenticate nemmeno voi stessi. Perché alla fine le persone non ricorderanno soltanto ciò che avete realizzato. Ricorderanno soprattutto se le avete ascoltate. Se avete mantenuto la parola data. E come si sono sentite in vostra presenza. Questa è la ricchezza che nessuna crisi economica può portarvi via. E che nemmeno il tempo potrà mai cancellare completamente.