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RENATO ROSSI · Edizione integrale

Impostazioni di lettura

Grazie a François e agli amici di ogni giorno

Il mio sincero ringraziamento va anche a François Didden. La sua amicizia, la sua attenzione e il suo sostegno hanno significato molto per me. Anche se la sua fotografia non ha potuto essere inclusa in questa edizione, il suo nome trova qui il posto pieno di affetto che merita.

Desidero ringraziare in modo particolare anche i miei amici di ogni giorno: Claudio di Napoli, Kosta della Grecia, José della Spagna e Corinto. I nostri caffè, le conversazioni e le passeggiate danno colore alle mie giornate. Paesi e storie diversi ci hanno fatto incontrare; la vera amicizia non conosce confini.

Penso a mia zia Ida, a Medardo Maseroli, Jules e Alphonsine, Kevin Umé, Louis Ouwerkerk e Alberto Pastorelli. Ognuno di loro mi ha donato fiducia, amicizia o un’opportunità in un momento decisivo. Penso anche a Davide, Lutgart, Agostino, Gilbert, Maria, Jimmy, Vittorina, Giulia, Massimo, Ludo e Tony. Dietro ogni nome vive una storia che custodisco nel cuore.

E ci sono tante altre persone: familiari, amici, colleghi, collaboratori, clienti, fornitori, vicini, persone di De Lindeman e persone incontrate durante i miei viaggi. Alcuni sono rimasti per anni; altri hanno fatto parte della mia vita soltanto per poco tempo. Anche un incontro breve può però lasciare un segno. Se non ho citato qualcuno per nome, non significa mai che fosse meno importante.

In una lunga vita ogni persona commette errori. Anch’io. Forse non ho sempre ascoltato abbastanza, ho lavorato troppo, mi sono fidato con troppa facilità o ho detto troppo poco quanto qualcuno significasse per me. Se ho ferito qualcuno, consapevolmente o meno, chiedo sinceramente perdono. Non perché sia mai stato perfetto, ma perché ho sempre cercato di vivere onestamente.

Desidero ringraziare anche voi, lettori. Mi avete seguito lungo strade che risalgono a quasi ottant’anni fa. Forse alcune pagine vi hanno fatto pensare a vostro padre o a vostra madre, a un figlio, a un amico o a qualcuno di cui sentite la mancanza. Se i miei ricordi hanno toccato per un istante i vostri, questo libro ha raggiunto qualcosa che va oltre la mia storia.

Una vita non diventa speciale per ciò che una persona possiede o per quanto realizza. Diventa speciale grazie alle persone con cui ha potuto condividerla. Senza i miei genitori non ci sarebbe stato un inizio. Senza Dorina, una famiglia. Senza Marco e Michael, lo stesso amore e gli stessi insegnamenti. Senza i miei nipoti, la stessa speranza. Senza i miei fratelli, la famiglia e gli amici, le stesse radici e gli stessi ricordi.

Per questo il libro poteva avere, alla fine, un solo titolo: La mia vita - In nome di tutti i miei cari. Porta il mio nome, ma appartiene anche un po’ a chiunque abbia condiviso una parte della propria vita con la mia. Vi affido quindi quest’ultima pagina con umiltà, gratitudine e soprattutto amore. In nome di tutti i miei cari.

Helena, Laura, Andreas e Chiara - i miei quattro nipoti, il futuro della nostra famiglia.