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RENATO ROSSI · Edizione integrale

Impostazioni di lettura

A tutti i miei cari

Quando iniziai questo libro pensavo di raccontare semplicemente la mia storia. Oggi comprendo che non è mai stata soltanto mia. Nessuna vita viene scritta da una persona sola. Siamo formati da coloro che ci amano, ci aiutano, ci accordano fiducia e a volte ci mettono alla prova.

Per questo voglio dedicare queste ultime pagine a tutte le persone che, ciascuna a modo proprio, hanno scritto una pagina della mia vita. Penso innanzitutto ai miei genitori. Mio padre Antonio lasciò il suo Paese e scese nelle miniere belghe per dare un futuro ai figli. Mia madre Guglielmina mi insegnò, con la dolcezza, la semplicità e la dedizione, che cosa significa l’amore incondizionato. Tutto ciò che mi hanno trasmesso vive ancora in me.

Penso ai miei fratelli Remo, Mario, Carmine e Maurizio. Abbiamo riso, sofferto e conosciuto divergenze, ma abbiamo anche costruito ricordi che nessuno può portarci via. Mario, che ci lasciò troppo presto, rimane per me una delle persone più affettuose e generose che abbia conosciuto. E penso alla mia sorellina Lidiola. La sua vita fu breve, ma il suo nome e il suo posto sono sempre rimasti nella nostra famiglia.

La mia gratitudine più profonda va a Dorina. Insieme abbiamo percorso quasi un’intera vita. Abbiamo costruito una famiglia, conosciuto anni belli e portato insieme ciò che sembrava quasi impossibile sopportare. Non abbiamo sempre vissuto il dolore allo stesso modo né trovato le stesse parole. Eppure restiamo uniti da una storia che nessuno può toglierci. Grazie, Dorina, per i nostri due figli e per tutto ciò che abbiamo costruito e affrontato insieme.

Marco, non esistono parole capaci di descrivere pienamente ciò che hai significato per me. Eri mio figlio, il mio amico, il mio collega, il mio compagno di viaggio e il mio confidente. Abbiamo lavorato, sognato, viaggiato, discusso e riso. Voglio che le persone sappiano non soltanto come finì la tua vita, ma soprattutto chi eri: un ragazzo curioso, un padre orgoglioso e un uomo che continuava a credere in nuove possibilità. La morte ha concluso la tua vita, ma non il mio amore per te.

Michael, anche tu hai un posto unico e insostituibile nel mio cuore. Non dovevi mai assomigliare a tuo fratello né seguire la mia strada. Hai scelto la tua vita, trovato il tuo posto nell’aviazione e sei diventato padre di Helena e Andreas. Negli ultimi anni il nostro legame è diventato più profondo e sincero. Grazie per le nostre conversazioni, per la tua vicinanza e per i nuovi ricordi che costruiamo insieme. Sono orgoglioso dell’uomo e del padre che sei diventato.

A Tina, madre di Chiara e Laura, e a tutti coloro che hanno contribuito a riportare calore e unione nella nostra famiglia dopo anni difficili: anche voi appartenete a questa storia. La vita non segue sempre la strada che avremmo scelto noi. A volte la riconciliazione nasce soltanto quando impariamo a guardare senza negare il passato.

Il mio amore va ai miei quattro nipoti: Chiara, Laura, Helena e Andreas. Ognuno di voi ha un proprio posto nel mio cuore. Non dovete rivivere i sogni della generazione precedente. Fate le vostre scelte, i vostri errori e i vostri sogni. Spero soltanto che tra queste parole sentirete quanto amore e quanti sacrifici hanno preceduto la vostra storia.

Quando ci ritroviamo in famiglia, il nome di Marco non deve essere taciuto. Possiamo raccontare storie, sorridere pensando a lui e sentirne la mancanza. Così ricordare non è soltanto dolore. Diventa anche calore, unione e un modo silenzioso di tenere qualcuno accanto a noi.

Un grazie speciale va a Cristina. Eri una cara amica di Marco e in seguito sei diventata per me una figlia del cuore. Anche dopo che lui ci aveva lasciato, sei rimasta presente e hai continuato a custodirne il ricordo con amore. Per questo ti sarò sempre grato.